Lettera aperta a Municipio V, Comune di Roma, Regione Lazio, Ministero dell’ambiente

Il Lago del Ex Snia, da una storia inattesa ad una scelta ecologica per Roma

Gentili amministratori,

nell’invitarvi a partecipare domenica 13 ottobre alle ore 11:30 alla presentazione della La storia circolare del Lago all’interno della manifestazione popolare Ritorno al Lago che Combatte 2019”, vi scriviamo questa lettera con la quale vi poniamo di fronte a una scelta.

Vogliamo con questa lettera manifestarvi l’urgenza e l’importanza di agire in tempi rapidissimi per ottenere ciò che la città chiede a gran voce da molti anni: la difesa, la tutela, la garanzia di un futuro certo per l’area naturale del Lago Ex Snia. Abbiamo una occasione straordinaria per ottenere oggi tutto ciò per cui faticosamente abbiamo combattuto negli ultimi 25 anni, poiché proprio oggi assistiamo a un salto di qualità della coscienza ambientale e della sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Ma allo stesso tempo siamo di fronte a un degrado delle condizioni di vita sul pianeta che non possiamo più ignorare.

La realtà di Largo Preneste dove è nato il lago rivela questo contrasto in tutta la sua drammaticità e in tutte le sue straordinarie potenzialità. Da un lato un quadrante ferocemente cementificato e orribilmente inquinato, dove le malattie respiratorie e cardiocircolatorie sono all’ordine del giorno. Dall’altro lato il Lago, inattesa apparizione a seguito di un danno al territorio perpetrato illegittimamente dall’uomo per astratto interesse finanziario – speculativo, che costituisce di fatto un prodigio naturale. Un evento che scardina l’ordine dato delle cose, un piccolo “Big Bang”, un accidente, un “Clinamen” , una inclinazione, avrebbe detto Lucrezio da cui si genera la vita.

Il lago come una leva ci può permettere di ribaltare un mondo di convinzioni e comportamenti consolidati e farci accedere ad un mondo possibile passando da una cultura del dominio sulla natura alla idea ecologica di co-evoluzione con essa. Un mondo in cui dovremmo tornare ad apprendere dalla natura e dai nostri errori, adattandoci ai suoi cambiamenti tornando ad essere parte consapevole e attiva delle trasformazioni, rispettosi del divenire naturale del mondo.

Il Lago ci può permettere di dire che l’Antropocene, ovvero l’era geologica che viviamo così definita dalla permanenza e diffusione delle ferite dell’azione umana sull’ecosistema, non segna solo l’epoca geologica dell’inquinamento umano, degli sprechi e della sovrapproduzione di rifiuti, dell’effetto serra e quindi l’era del dominio violento e idiota dell’umano sul pianeta, ma anche l’era in cui una rinnovata imprevedibilità creatrice della natura intenta a generare un mondo di cui l’uomo non ha più il controllo e il dominio. Il Lago è un Evento Inatteso, generatosi spontaneamente attorno alle rovine di cemento di un tentativo speculativo. E’ una  struttura aperta e in divenire, che sta generando complessità e biodiversità: è fonte di una imponente dinamica spontanea di rinaturalizzazione del territorio.

Riconoscere l’unicità ambientale ed ecologica di questo processo, permettere il libero dispiegarsi sull’intera area della ex fabbrica, tutelare e sostenere tale capacità evolutiva dell’ecosistema Lago è interesse pubblico prioritario da garantire attraverso la sottrazione dell’area a qualsivoglia interesse particolare di altra natura e  l’individuazione di strumenti di tutela e di forme innovative di progetto ambientale ispirate alle più avanzata ricerca ecologica, artistica e scientifica.

Qualsiasi intervento sull’area che non muova da questa consapevolezza rischia di essere non solo inutile ma sicuramente dannoso per la biodiversità e l’ecosistema già presenti, con il rischio di comprometterne l’intensità e così frenare il processo di rinaturalizzazione in corso su un’area tanto estesa che sarebbe difficile progettare e costosissimo realizzare. Meglio allora non intervenire visto che la ricchezza ecologica prodotta dall’affiorare delle acque 25 anni fa ha potuto aver luogo proprio grazie all’assenza di ogni intervento umano ma con un grande e diffuso impegno sociale a comprendere e tutelare il lago.

Un evento straordinario che ha innescato un processo neghentropico di rigenerazione ecologica del sito dagli esiti fin qui prodigiosi sul piano ecosistemico. Un evento che per “simpatia” ha innescato una interazione tra il processo biologico e il processo sociale di presa di coscienza e autorganizzazione, tutela e consapevolezza ecologica che ha portato il Forum Territoriale del Parco delle Energie a garantire fin qui la vitalità ecologica del lago in assenza di strumenti riconosciuti di tutela, impedendo che un tale evento spontaneo di rigenerazione ambientale venisse cancellato prima che la città tutta potesse prendere coscienza del carattere epocale dell’evento. Una interazione tra biologico e sociale, una “Co-evoluzione” tra il Lago e la comunità umana che esso ha generato che costituisce uno degli aspetti straordinari di questa vicenda.

Si tratta di una trasformazione spontanea e complessa garantita fin qui, è importante dirlo e comprenderlo, dall’assenza di interventi o di investimenti economici e viceversa dall’impegno sociale e civile degli abitanti.

Oggi l’ecosistema fabbrica/lago è una realtà ecologica ampiamente riconosciuta dalla comunità e sempre più dalla città e dalla comunità scientifica nazionale e internazionale.  È tempo di elaborare strumenti di tutela e gestione che non limitino, ma anzi favoriscano il suo spontaneo sviluppo creativo attraverso forme di tutela, di progetto e di gestione necessariamente innovative e sperimentali, ispirate all’ecologia profonda e alle scienze della complessità a cui il fenomeno appartiene.

Cosa chiediamo quindi? Poche cose, semplici e immediatamente realizzabili.

Che venga garantito quanto la lentezza dei processi decisionali e la mancanza di volontà politica hanno finora impedito, ovvero tutte le seguenti iniziative istituzionali:

  • L’istituzione da parte della Regione del Monumento Naturale sull’intera area
  • La demanializzazione delle acque come base per la tutela del lago
  • L’acquisizione da parte del Comune dell’area ExSnia e la salvaguardia del parco pubblico
  • La sottoscrizione di un impegno formale a impedire nel futuro ogni tipo di nuova cubatura o costruzione nell’area, neanche sotto la forma mascherata della “rigenerazione”.
  • La nascita nel breve periodo di un parco naturale-storico, un vero e proprio parco dell’Antropocene, come altre importanti città si stanno attrezzando a fare, che incorpori i ruderi della ex fabbrica, quelli recuperabili e quelli ormai preda della natura, dove sperimentare interventi reversibili tra arte e ecologia. Un parco liberamente fruibile dai cittadini con aree di riserva dall’accessibilità necessariamente ridotta a tutela della natura e della sicurezza dei fruitori, il tutto senza alcuna attività produttiva o commerciale al suo interno, dove le persistenze archeologiche storiche e naturali e interventi d’arte ecologica convivono con la fruizione della natura da parte della cittadinanza, sviluppando una nuova prospettiva di relazioni tra cittadinanza e natura selvatica in città.
  • La sua riunificazione al Parco delle Energie.

Questi obiettivi sono immediatamente realizzabili solo grazie alla cooperazione delle istituzioni responsabili, senza alcun carico economico. Come Forum naturalmente dopo aver garantito per anni e anni l’apertura e la tutela dell’area, vigileremo affinché venga vissuta e gestita in continuità con i principi di sostenibilità che abbiamo messo in pratica fino a oggi.

I benefici che porterebbero questi obiettivi in termini di vivibilità e miglioramento dell’ecosistema ne farebbero una straordinaria ricchezza ambientale per la città e un modello ammirato in tutto il mondo.

È il momento di agire.

Roma, 10 ottobre 2019

 Forum Territoriale Permanente del Parco delle Energie

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